RASSEGNA STAMPA
L'ITALIA E L'ABORTO CHIMICO


L’introduzione della procedura medica dell’aborto nel nostro Paese è totalmente incompatibile con la legge 194 e impraticabile per fattori culturali e organizzativi con il sistema di assistenza ospedaliera attualmente vigente, come già abbiamo fatto notare  il 23/10/09 su questa rassegna “RU486, legge 194, assistenza ospedaliera: una incompatibilità evidente”.
In questi giorni la commissione Igiene e Sanità del Senato ha espresso la necessità di un parere da parte del Ministero prima di una definitiva commercializzazione della pillola abortiva – RU486, mifepristone – di una verifica ulteriore a riguardo della presunta eppure così evidente incompatibilità: evidente in quanto non consistente solo e anzitutto nell’aspetto squisitamente formale e facilmente aggirabile della ospedalizzazione della donna durante la pratica abortiva. Infatti l’incompatibilità della RU486 con la 194 è sostanziale (“E i tecnici si sostituirono al parlamento". A. Gambino, Avvenire, 22/10/09). Della 194 la RU486 fa fuori l’unica parte accettabile che è quella della possibilità preventiva perché rende facilmente accessibile l’aborto. Fa fuori la possibilità di prevenire un aborto, cioè di attribuire dignità al bambino, di riconoscere un diritto a vivere al bambino già vivo ma non ancora nato; senza l’aspetto della prevenzione, oggi, ricordiamolo, l’aborto è ormai divenuto una pratica burocratica con rare eccezioni.
La ditta produttrice della RU, la Exelgin, ha espresso il proprio disappunto per il ritardo nell’approvazione del proprio prodotto commerciale (Exelgin: Italia unico Paese a fare difficoltà. Il Sole 24 Ore, 27/11/09). Da noi la RU è stata approvata a luglio con parere tecnico dall’AIFA ma in assenza di un tassello fondamentale della procedura. La RU stava dunque per arrivare nel nostro Paese a partire dalla procedura del “mutuo riconoscimento” secondo la quale ogni Stato dell’Unione Europea è obbligato ad autorizzare l’immissione in commercio di un farmaco già rilasciato da un altro Stato dell’Unione. Tale obbligo ha però una “clausola di salvaguardia”(direttiva 2001/83/CE): quella che tale commercializzazione non sia incompatibile con le normative vigenti in quel Paese (L’Italia può fermare la RU486. lo dice l’Europa. Avvenire, 26/11/09). Cioè il nostro Paese può sollevare la questione davanti alla Commissione Europea vigilante sulla corretta applicazione del diritto comunitario.

Noi facciamo appello a questa clausola. Facciamo appello ai nostri Governanti perché si ricorra alla Commissione Europea.

C’è un altro punto, un altro scoglio nell’aborto medico, sinora non sollevato e ci chiediamo perché: per l’espletamento dell’aborto medico è necessaria la somministrazione di una prostaglandina, il misoprostol, che in Italia è “off label”. In Italia il misoprostol è in uso sotto il nome commerciale Cytotec, e non è approvato il suo uso a scopo abortivo, bensì solo per patologie del tratto gastroenterico, quale farmaco antiulcera. L’efficacia del farmaco a scopo abortivo è nota anche al di fuori del mondo specialistico, ed esistono siti facilmente rintracciabili attraverso i comuni motori di ricerca in rete, che spiegano nei minimi particolari come procurarsi il farmaco e auto provocarsi l’aborto, su come auto-somministrarselo, sulla opportunità di essere seguiti da un medico compiacente, su come evitare di rivelarne l’uso ed anche di lasciarne reperire tracce.
Non siamo ingenui: se c’è la volontà di introdurre in Italia un farmaco non farmaco come la RU e l’aborto fai-da-te non saranno queste “banalità” a porre freno. Ma noi vogliamo ancora sperare che nel nostro Paese una cultura millenaria di rispetto per l’uomo sia da freno ed esempio a tutta l’Europa.
Editoriale a cura di C. Isimbaldi
                                                                                       La Redazione

(Versione in pdf per stampa)


IN RILIEVO
ABORTO/RU486/DIAGNOSI PRE IMPIANTO
TESTAMENTO BIOLOGICO/EUTANASIA/STATI VEGETATIVI
INFLUENZA A

Gli stupidi medici che non si vaccinano - (Il Foglio)
M. Galli - 23/11/2009
LEGGE 40/STAMINALI
SISTEMI SANITARI

Sulla sanità primo sofferto sì a Obama - (Il Sole24Ore )
- 22/11/2009

La riforma val bene un favore - (Il Sole24Ore )
- 24/11/2009

Gratis dai privati se c'è fila - (Il Sole24Ore Sanità)
G. Severino - 24/11/2009
PROFESSIONE

Sanità, dal contratto alla pensione - (Avvenire)
V. Spinelli - 24/11/2009

Mmg associati, tempi stretti. - (Il Sole24Ore Sanità)
- 24/11/2009

Specializzandi, cinquemila nuovi contratti - (Il Sole24Ore Sanità)
M. Perrone - 24/11/2009