RASSEGNA STAMPA
IL WELFARE CHE PAGHEREMO NOI


Non sarà un agosto tranquillo. Caso mai non l'avessimo capito, ci pensano le cronache a ricordare che, anche con un bilancio in attivo, non si può stare sereni in tempi di crisi. Così anche la Lombardia può ammalarsi, se non di economia, di asfissia, avvelenamento, invidia.

Ma che ne sarà del welfare? Possiamo immaginare, come professionisti, amministratori, imprenditori della sanità di continuare ad occuparci "solo" del nostro lavoro, confidando che altri garantiscano il funzionamento del sistema  a risorse invariate e servizi assicurati? Si propongono qui alcuni spunti di riflessione sul tema.

Primo: consideriamo il clima pre-elettorale. Tornano in scena i partiti e non hanno tempo per raccogliere consensi su contenuti e programmi. Inevitabile allora il cortocircuito della politica su due pericolose scorciatoie. Anzitutto la demagogia, l’arte di raccontare alla gente ciò che vuole sentirsi dire. Così alcuni (Berlusconi come Grillo) mescolano nel copione analoghe fantasie autodistruttive: uscita dall’euro, sgravi fiscali, presidenzialismo. Il populismo si nutre di slogan, si sa, ma oggi rimanere omologati nel pubblico ci farà solo anticipare la fine dello spettacolo. Dall’altra parte, vecchie glorie e volti nuovi del politically correct ripropongono lo stato delle regole che omologano tutto per non cambiare niente raccontando, da Vipiteno a Metaponto, il futuro dell’Italia-che-non-c'è. Dall'assetto politico-istituzionale nulla di concreto, quindi, su cui  lavorare e a cui dare fiducia.

Secondo: qualsiasi progetto per lo sviluppo del Paese deve partire da un modello di welfare sostenibile. La sostenibilità dipende dall’efficienza del sistema di erogazione e dal contributo di risorse sussidiarie. L’efficienza si ottiene realizzando un’offerta adatta alla situazione locale in termini di domanda, infrastrutture, cultura. Avremo 20 sistemi sanitari? E’ già così, ma il divario fra regioni più e meno abbienti inizia ad attenuarsi quando ogni amministrazione locale si rende conto delle coperture che è in grado di garantire, nonché della necessità di presentare un bilancio in ordine. E non potendo certo contare sulla qualità della nostra burocrazia, occorre il coraggio, la capacità e la pazienza di investire nei soggetti attori del sistema e nelle responsabilità individuali. Sul territorio, valorizzare iniziative e imprese che, nel perseguire i propri scopi sociali, possono realizzare settori di offerta, attrarre investimenti, promuovere sviluppo. Nella professione, impegnarsi a rendere evidente la qualità del lavoro, e il suo vero scopo, coinvolgendo i manager più competenti e sensibili in una corresponsabilità per l'efficienza dei servizi.

Terzo: l'impegno personale per la cosa pubblica. Se non si riconosce una prospettiva realistica e sostenibile  per il futuro della  sanità nel nostro Paese, bisogna pensare di elaborare un progetto che possa aggregare “dal basso” le energie positive della società civile, anche collaborando alla costituzione, con chi fosse disponibile, di un soggetto politico. Se ci sarà ancora un welfare, non possiamo delegare la responsabilità delle soluzioni per renderlo sostenibile. Ed è forse il caso, oggi più che mai, che le professioni scendano in campo per offrire il loro contributo.

A cura di L. Munari


                                                                                                                                  La Redazione


“E’ un assalto ideologico alla sanità lombarda” (ilsussidiario, O. Giannino - 27/07/2012)
“Il rigore nei controlli è la miglior difesa” (ilsussidiario, W. Ricciardi - 27/07/2012)

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PROFESSIONE/ERRORE PROFESSIONALE/MALASANITA'

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Studi aperti tutti i giorni? I Dottori sono già pronti - (La Stampa)
P. Russo - 24/07/2012

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S. Trovato - 24/07/2012

Bimbo batte la malsanità, dato per morto nasce - (Libero Quotidiano)
R. Cavallaro - 26/07/2012

Così la flebo è stata scambiata - (Il Messaggero - Ed. Roma)
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ORGANIZZAZIONE SANITARIA

Sanità tagliare gli sprechi non i servizi essenziali - (L'Unità)
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G. Remuzzi - 21/07/2012

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N. Surico - 23/07/2012

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Sanità il bubbone dei risarcimenti - (Corriere della Sera - Ed. Milano)
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Caso Sicilia piano di rientro e riorganizzazione - (Sole24Ore)
N. Amadore - 25/07/2012

Ridurre i costi sanitari si può, l'esempio delle ASL di Salerno - (Sole24Ore)
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