RASSEGNA STAMPA
FARMACISTI: SI' ALLE LIBERALIZZAZIONI MA CON UN METODO


In attesa del Decreto Legge sulle liberalizzazioni annunciato dal Governo per il 20 gennaio prossimo, che interesserà anche le farmacie, facciamo qualche considerazione sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C.
I farmaci noti come di fascia C sono tutti quelli che si possono acquistare solo dietro presentazione di ricetta medica e che non sono rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di farmaci quali le pomate antibiotiche e cortisoniche, le diverse pillole anticoncezionali (e abortive), i farmaci per la circolazione sanguigna, la famosa pillola blu etc. Sono compresi anche gli psicofarmaci di tipo ansiolitico (anche se questi sembrano già dalla liberalizzazione). Giusta dunque la preoccupazione di chi teme sia favorito accesso libero e senza alcun filtro reale a farmaci che non possono essere affidati a un’autogestione del paziente e alla sua libera volontà. Infatti non si può concedere che sia così: occorre educare anche a un uso non indiscriminato dei farmaci, soprattutto di alcuni. Dunque liberalizzare sì, ma scegliendo su quali farmaci.
I fautori delle liberalizzazioni (in particolare il Sottosegretario Catricalà e lo stesso Premier Monti, appoggiati dall'Onorevole Bersani), sotto la pressione della Grande Distribuzione (GDO), spingono per renderne possibile la vendita indiscriminata nelle parafarmacie e soprattutto nella GDO, sia pure in presenza di un farmacista. Questo favorirebbe a loro dire un abbassamento dei prezzi e un risparmio per i cittadini, contribuendo a contrastare la rigidità di un sistema, quello della farmacia, ancora governato da logiche lobbistiche.
Ci sono tuttavia molti fattori in gioco che contrastano con questa veduta e che vanno invece attentamente considerati:
1- Il farmaco non è un bene di consumo come gli altri e la sua distribuzione non può essere soggetta all'inevitabile commercializzazione aggressiva che si realizzerebbe con la GDO: ad esempio non sarà più possibile rifiutare un Viagra a chiunque lo chieda, pur sprovvisto di ricetta. Eppure il Viagra può essere altamente pericoloso nei cardiopatici e il suo uso indiscriminato crea e consolida una mentalità che ha riflessi sociali inevitabili
2- Il monopolio dei farmaci non esiste più da quando, qualche anno fa, la legge Bersani sulle liberalizzazioni ha autorizzato la vendita dei farmaci di automedicazione (gli Otc) nelle para-farmacie e nei supermercati, e introdotto la possibilità di praticare sconti. Dopo un iniziale calo di prezzo, tuttavia, questi farmaci hanno ripreso a crescere inesorabilmente. I farmaci di fascia C, invece, hanno il prezzo bloccato che può aumentare solo il gennaio degli anni dispari. Da quando è intervenuto lo Stato a fissare questa regola, poche cose sono aumentate meno di questi farmaci
3- La libera vendita della fascia C di fatto favorirebbe solo la GDO che farebbe sparire le piccole aziende e anche le parafarmacie, come è anche avvenuto per tutti i piccoli commercianti con l'avvento dei grandi centri commerciali, e come è avvenuto in Inghilterra e nei pochissimi paesi europei dove il farmaco con ricetta è uscito dalla farmacia. L'apertura di una farmacia è legata al numero di abitanti e Federfarma (L'Associazione dei titolari) si è detta favorevole ad abbassare il quorum necessario per aprire una nuova sede, quindi a favorire l'apertura di nuove sedi, anche snellendo i concorsi che, specie nel Sud, hanno a volte iter interminabili
4- Il Governo ha approvato già prima di Natale la possibilità di fare sconti in farmacia sui farmaci di fascia C e ha incaricato l'AIFA di individuare una lista di farmaci che non necessiteranno più di ricetta e saranno quindi vendibili anche fuori farmacia: la gente ha sempre meno tempo di andare dal medico e l'accesso alle informazioni in campo medico è notevolmente aumentato rispetto al passato
5- Non è vero che le farmacie non hanno problemi economici: dove le ASL pagano dopo 10 mesi la fornitura dei farmaci (vedi Asl n.1 di Napoli) e dove la distribuzione diretta dei farmaci da parte degli Ospedali è massiccia (vedi Emilia Romagna, Toscana e altre Regioni), le farmacie hanno visto diminuire del 20-30 % il loro fatturato e spesso hanno dovuto ridurre il personale. Va ricordato che esse si sobbarcano oneri come i turni notturni che non sono affatto remunerativi. In particolare le piccole farmacie rurali o di montagna, già in difficoltà, se perdessero l'esclusiva dei farmaci con ricetta, sarebbero costrette a chiudere e la popolazione rimarrebbe priva di farmacia
6- Le ASL dovrebbero effettuare controlli ora riservati alle farmacie a tutti i punti vendita e dovrebbero aumentare il loro organico

Concludendo:
Le liberalizzazioni vanno bene per tutti se riguardano farmaci senza obbligo di ricetta ed è giusto rivedere e ampliare la gamma di tali farmaci, escludendo quelli che richiedono particolari precauzioni, oltre agli psicofarmaci e alle pillole contraccettive.
Auspichiamo che il Governo si astenga dal distruggere un sistema che funziona e che tutti ci invidiano, e dal varare provvedimenti che più che avvantaggiare i cittadini paiono un regalo alla GDO.

A cura di A. Focchi e E. Usvelli (Farmacisti, Associazione ProFarma) 

                                                                                                                                        La Redazione

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