RASSEGNA STAMPA
IL PROJECT MANAGEMENT E' IL VERO FUTURO?


Sull’ultimo numero de Il Sole24Ore Sanità (Project management: la scelta futura di Asl e AO) viene evidenziata l’esigenza che tutte le organizzazioni sanitarie caratterizzate da elevata complessità gestionale (Aziende Sanitarie e Ospedaliere, Policlinici, IRCCS), debbano dotarsi di tecniche e strumenti in grado di supportare i singoli operatori ad utilizzare al meglio le risorse disponibili, garantendo allo stesso tempo un elevato livello qualitativo delle prestazioni. Vi è un crescente orientamento verso modelli di gestione che coniughino l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, l’efficacia dei servizi offerti ed equilibrio economico complessivo di ciascun’Azienda. Nell’articolo il Project Management viene identificato come processo ideale di pianificazione, direzione e controllo che garantisce la realizzazione dei progetti, ovvero dei “mattoni” che stanno alla base del raggiungimento degli obiettivi di un’organizzazione. L’articolo continua affermando che nelle strutture sanitarie è necessaria una nuova cultura aziendale fondata sul risultato più che sul ruolo ove ruoli/responsabilità non siano benefici certi separati dai risultati; orientandosi alla gestione per progetti si impara a condividere il lavoro per risultati come cultura del gruppo e non più del singolo.

E’ il trionfo del pragmatismo ideologico della cultura aziendalista, che tenta di piegare le organizzazioni sanitarie, che non hanno una dinamica esclusivamente meccanicistica, a criteri di efficienza (aumento di produttività con contenimento dei costi) e di efficacia (il gradimento dell’utente di fatto più che la qualità delle cure).

Qui vengono evidenziati alcuni spunti di riflessione:

  1. L’applicazione di modelli manageriali alle organizzazioni sanitarie ha prodotto interessanti risultati soprattutto nelle complesse strutture ospedaliere delle regioni più evolute (vedi Lombardia) coniugando efficacia/efficienza nelle prestazioni ospedaliere che vertono sulla cura/assistenza dei pazienti acuti. La difficile sfida del futuro è quella che questo modello possa rispondere alle nuove esigenze sanitarie che necessitano di un approccio più incentrato sulla continuità di cura della persona (malato cronico, cure intermedie, cure domiciliari);
  2. In questo senso il paziente è al centro se è al centro il professionista che lo cura, cioè se a chi lo cura vengono dati gli strumenti per farlo (questo è il compito della struttura e del suo livello organizzativo) e soprattutto se è trattato e rispettato come un professionista autonomo e responsabile. Ma se questa responsabilità-autonomia  gli è riconosciuta in termini non formali ed è gratificata, questa deve poter essere apprezzata anche economicamente. Onorario è onorare, rendere onore e merito a chi si impegna con fatica per un interesse dimostrato per il lavoro e cioè per il paziente; questo comunque deborda dal livello  economico, tanto è vero che la sanità italiana sino ad oggi si regge più su questo che su progetti di management veri e propri. Dovremmo domandarci più spesso se le aziende sanitarie odierne sono il segno di questo o di altro. 
  3. Chi deve essere oggetto di un sistema premiante? Chi raggiunge gli obiettivi? Casa vuol dire questo? Forse è più esplicito affermare che debba essere premiato chi lavora sul pezzo e in modo diversificato. Non sono più accettabili norme che in virtù di accordi sindacato-azienda tutelino l'uniformismo livellante come tutela di diritto di chiunque lavori. Soprattutto non si riesce a capire dove vadano i soldi a disposizione: si dice che non bastano, non ci sono, sono pochi. Eppure si continuano a creare strutture ad personam, servizi che nascono da accordi politici più che da un reale bisogno del territorio. Soprattutto non si seleziona questa responsabilità, così da appiattire il sistema premiante su un livello estensivo medio-basso di qualità e di gratificazione (per accontentare tutti o troppi non si favorisce la gratificazione economica e nemmeno la qualità).
  4. In questo sta il vero problema della sanità italiana prima ancora che in una necessità di project management: è una sanità ipertrofica, perché la domanda non è mai soddisfatta perché non educata, nemmeno attraverso la formazione di operatori che sappiano contenerla, educando essi stessi chi della domanda è il protagonista (oggi si chiama cliente, tempo fa si chiamava paziente). E' una sanità che non ha una programmazione reale, cioè che si basi sul bisogno emergente e individuato; di fatto la programmazione  verte su interessi personali o di prestigio aziendale (l'eccellenza!!) o di categoria.

Occorre avere il coraggio di cambiare direzione: una medicina reale che risponda al bisogno, per rimettere al centro il paziente con il professionista che lo assiste. Perché  è solo rispondendo a un bisogno reale, cioè non reso ipertrofico da interessi estranei al reale bisogno di salute, che  chi opera in sanità trova soddisfacente ed utile  il proprio lavoro. I vari modelli manageriali (vedi project management) possono essere utili nelle organizzazioni sanitarie solo se servono questo scopo.
Editoriale a cura di R. Latocca
                                                                                                              
La Redazione

(Versione in pdf per stampa)


PROFESSIONE/ORGANIZZAZIONE SANITARIA/SPESA

Il paradosso del debito del Lazio - (Il Sole24Ore )
E. Bonino - 13/03/2010

Dalla sanità buco di 30 miliardi in 7 anni - (Il Sole24Ore )
R. Turno - 14/03/2010

Sanità, il miracolo lombardo arriva dai conti - (Il Giorno Ed. Milano)
M. Sorbi - 15/03/2010

Lazio, ospedali religiosi in difficoltà per i tagli - (Italia Oggi Sette)
- 15/03/2010

Basta con la sanità del potere dannosa per tutti - (Il Tempo)
M.C. Ingria - 17/03/2010

La sanità lombarda funziona ma è boom di patologie gravi - (Il Sole24Ore Lombardia)
S. Sperandio - 17/03/2010

Disservizio sanitario sudista - (Il Foglio)
R. Volpi - 18/03/2010

Deontologia medica, un codice europeo? Facile a dirsi - (Avvenire E' Vita)
E. Negrotti - 18/03/2010

Governance ai primi ritocchi - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Alcol, i giovani seguono papà - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Idee per la salute da 27 milioni - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Le sfide della riabilitazione - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Pianeta cronicità: cure ad accesso limitato - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Una legge per dichiarare guerra al dolore in tutta Italia - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

Il testo sottoscritto alla SISAC per gli MMG - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010

I peccati del medico reticente - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010
PMA/LEGGE 40/EUGENETICA
ABORTO/RU486

Uccidete il dottor Hern (non i bambini) - (D - La Repubblica delle Donne)
J.H. Richardson - 13/03/2010

Aborto: una conquista di civiltà - (Avanti!)
A. Chiarle - 14/03/2010

Sacconi: Ru486 solo con ricovero - (Avvenire)
- 14/03/2010

Quando le istituzioni si arrendono all'aborto - (Avvenire)
G. Carbone - 14/03/2010

La pillola Ru486 si compra sul web - (La Stampa)
F. Amabile - 18/03/2010

Contro EllaOne c'è chi è pronto a dar battaglia - (Avvenire E' Vita)
G. Amato - 18/03/2010

Via rotocalco il "no" all'aborto - (Avvenire E' Vita)
T. Gomez - 18/03/2010

Fazio: per la Ru486 ricovero obbligatorio - (Il Sole24Ore )
S. Todaro - 19/03/2010

Pillola abortiva. è di nuovo battaglia. "Sì, ma solo col ricovero ordinario" - (La Repubblica)
M. Bocci e P. Coppola - 19/03/2010

Fazio: per la Ru486 necessario il ricovero - (Avvenire)
E. Negrotti - 19/03/2010
EUTANASIA/TESTAMENTO BIOLOGICO/CURE PALLIATIVE

Una morte dignitosa reclamata via video - (Alias - Suppl. de Il Manifesto)
R. Mastrolonardo - 13/03/2010

Per rispettare la vita e accettare la morte - (L'Osservatore Romano)
F. Cancelli - 13/03/2010

"Ma i veri rottami sono i giovani col viso appeso" - (Il Secolo XIX)
P. Albanese - 13/03/2010

Lo fai per compassione? La Gran Bretagna ti dà la licenza di uccidere - (Il Sussidiario.net)
G. Amato - 15/03/2010

Voglio una morte maleducata - (Tempi)
B. Frigerio - 18/03/2010

"Vi chiedo l'eutanasia per la mia Anna" - (Il Gazzettino)
D. Tamiello - 19/03/2010
STAMINALI/RICERCA

Sla, via libera a una ricerca ma nessuno lo sa - (Il Fatto Quotidiano)
S. D'Onghia - 17/03/2010

La Sla e le illusioni - (Il Fatto Quotidiano)
- 18/03/2010

Cellule "ringiovanite", successi e interrogativi - (Avvenire E' Vita)
- 18/03/2010

Con le staminali adulte ci si salva la pelle - (Avvenire E' Vita)
A. Turchetti - 18/03/2010

Embrionali: pressing su Obama - (Avvenire E' Vita)
L. Schoepflin - 18/03/2010

Il cordone della discordia - (Panorama)
G. Ferraris e I. Molinari - 25/03/2010
RIDUZIONISMO

Il cervello "sopravvalutato" interroga la bioetica - (Il Sole24Ore Sanità)
- 22/03/2010
SANITA' IN AMERICA

Obama, offensiva finale sulla sanità - (La Repubblica)
F. Rampini - 18/03/2010

Usa, la riforma sanitaria appesa a una scorciatoia - (Avvenire)
A. Simoni - 18/03/2010

L'Osservatore riscopre l'America - (Il Foglio)
- 18/03/2010

Usa, si schierano le suore: "Sì alla riforma Obama" - (Corriere della Sera)
P. Valentino - 19/03/2010