RASSEGNA STAMPA
La fecondazione eterologa anche in Italia


Com’era prevedibile la fecondazione eterologa –finora vietata dalla Legge 40 – è stata resa possibile anche in Italia, grazie alla decisione della Consulta che ha ne ha ritenuto “incostituzionale” il divieto. Grazie all’ormai nota “giurisprudenza normativa”  viene introdotta nel nostro Paese una tecnica che è destabilizzante non solo a riguardo del concetto di persona (il bambino è “diritto” della coppia, è “ottenuto” con metodi di compravendita di materiali biologici – sperma e ovociti -), ma anche della società civile, perché introduce e legittima una concezione della famiglia basata sul diritto di essere “appagati”  (i genitori) invece che sulla gratuità (l’accoglienza di un bambino, comunque egli sia).  In questa sostanziale diversità sta la differenza tra l’adozione di un figlio e l’eterologa che – non a caso - oggi si vorrebbero assimilare. Questo è il punto essenziale: quale vantaggio e per chi, da questa tecnica? Quale bene e per quanto tempo, per un bambino che crescendo apprenderà – o forse no,  – di essere stato “comprato” e di appartenere ad un genitore biologico, vivente, che potrà anche cercare e conoscere (visto che cadrà il divieto di anonimato del donatore?). Le domande del chi sono io e da dove vengo sono infatti costitutive di noi e irrinunciabili.  E quale garanzia per la salute? La verifica del seme dei donatori- delle donatrici, la loro provenienza, la necessità di stabilire controlli per evitare la trasmissione di infezioni, di "incroci" tra figli di uno stesso donatore - da cui una patologia di popolazione - … l’istituzione di registri….E chi più ne ha più ne metta.

Il panorama che si dischiude con questo intervento è secondo alcuni quello della necessità di una nuova legge che regolamenti l’intera questione della eterologa. Oggi è etico quello che viene regolamentato per legge. E’ sempre più evidente però che questa è una menzogna, che rende l’uomo sempre meno uomo. Una legge come tale non cambia l’uomo; le leggi di oggi esprimono il livello culturale dell’uomo moderno, sono leggi ingiuste, non propugnano un bene per tutti, sono legate al principio della autodeterminazione, in cui c’è sempre un vincitore e un perdente……

Nel 2005 abbiamo difeso la Legge 40 per evitare “un danno maggiore”; invece una legge dovrebbe proporre  un bene che è per tutti. La nostra campagna referendaria in difesa della Legge 40, fu molto speciale: abbiamo difeso la legge pur avendo un giudizio assolutamente negativo sulla tecnica della fecondazione assistita e dicendo questo a tutti, senza mezzi termini. La decisione della Consulta è per noi oggi la riprova che nessun cambiamento dell’uomo può avvenire  per legge. Non è mai stato così, tanto meno oggi. Il cambiamento avviene attraverso il costituirsi di un  tessuto sociale – una socialità nuova – che vive e sperimenta già la gioia di essere uomini, avendo coscienza di "cosa è l’uomo". Abbiamo fatto la campagna referendaria sulla Legge 40 difendendo la legge e contro la tecnica della fecondazione, ma con questo contenuto, con questa coscienza, con questa domanda detta, continuamente riproposta nei nostri incontri, per affermare che non si può rispondere al desiderio di essere madri e padri con una soluzione tecnica, manipolatrice della vita umana. Come abbiamo scritto nell'ultima diapositiva del nostro strumento divulgativo di allora (Che cos'è l'uomo?) :  "Il Mistero che ci fa esistere, che ci circonda, che suscita le nostre domande e i nostri desideri, è carità, è amore. E questo Mistero agli uomini tocca riconoscerlo e imitarlo. Questo è il punto drammatico del nostro tempo" dall'intervista di R. Farina a don Giussani, 22/08/02


A cura di C. Isimbaldi e P. Vergani

  

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(Lettera a commento all'Editoriale del 31/03/2014)

 


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