RASSEGNA STAMPA
NUOVI LEA E L’OFFERTA DEL SISTEMA SANITARIO CHE CAMBIA: A CHE RESPONSABILITA’ SIAMO CHIAMATI COME OPERATORI SANITARI?


Come previsto dal nuovo Patto sulla Salute sono stati aggiornati i Lea (livelli essenziali di assistenza)  che il prossimo mercoledì saranno esaminati dagli assessori regionali in un primo incontro con il ministro della Salute, Lorenzin.
“Il Livelli essenziali di assistenza  sono costituiti dall’insieme delle attività, dei servizi e delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) eroga a tutti i cittadini gratuitamente o con il pagamento di un ticket, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza. Fino a quando i Lea rimarranno alla base del nostro sistema sanitario, nessuno potrà essere escluso dalle cure perché troppo anziano o bisognoso di prestazioni troppo costose, perché dedito a comportamenti nocivi alla salute, troppo povero o, paradossalmente, troppo ricco: un reddito elevato può, al limite, giustificare la corresponsione di un ticket, ma non l’esclusione dal diritto all’assistenza.”1
Fra i nuovi Lea dovrebbero essere inseriti alcuni  vaccini (varicella, pneumococco, meningococco e vaccino antiHPV), potenziata l’assistenza integrativa e  protesica per malati cronici (prodotti  “aproteici” per i malati nefropatici, nuovi presidi ed ausili informatici per i disabili con serie limitazioni funzionali come ad esempio i malati di SLA), introdotte  nuove  prestazioni ospedaliere (analgesia epidurale, la procreazione medicalmente assistita, lo screening neonatale) ed inserite nuove patologie croniche e malattie rare esenti.
A fronte di queste novità che prevedono una spesa  aggiuntiva per il SSN di 470 milioni di Euro, la proposta del Ministero prevede una serie di misure finalizzate ad  una complessiva riduzione delle spese ospedaliere, attraverso il miglioramento dell’appropriatezza di alcune prestazioni diagnostico-terapeutiche.  Per farlo si conta ad esempio su una progressiva riduzione del ricorso al parto cesareo fissando delle soglie massime, su una migliore  appropriatezza dei ricoveri in day-hospital (con il trasferimento di molte prestazioni diagnostiche in regime ambulatoriale soggetto a ticket) e day-surgery. Saranno poi  incrementati i controlli sull’appropriatezza prescrittiva; infatti  per 160 prestazioni si introducono  precise condizioni che devono essere rispettate dai medici prescrittori, mentre 35 prestazioni diventano “reflex”: l’accertamento successivo si fa solo se il primo esame ha un determinato esito. Nella riforma si toccano anche i follow-up, cioè ad esempio gli esami da fare dopo un tumore, per evitare prestazioni inutili al paziente.
Offriamo a tutti alcune riflessioni:

● Siamo professionisti, cioè figure professionali del SSN (medici, infermieri, altri operatori  assistenziali) e dobbiamo riappropriarci della responsabilità che questo comporta. Spesso siamo tentati di leggere riforme come questa (che sono politiche in primis e non tecnico professionali) come un problema ed un ostacolo all'esercizio della nostra professione. Esse possono essere invece una sfida a mettere in gioco le nostre capacità, le nostre risorse umane e la nostra competenza professionale soprattutto nel rapporto con i pazienti. Per fare alcuni esempi :la necessità di migliorare l’appropriatezza dei ricoveri e  delle prestazioni diagnostiche-terapeutiche ci richiederà una maggior responsabilità nell’uso delle risorse, nella applicazione delle nuove tecnologie e procedure, nella prescrizione dei farmaci, ma soprattutto ci richiederà  di impegnarci maggiormente  nel rapporto con i pazienti. L’educazione  dei pazienti all’uso appropriato di tutto ciò che il SSN, ci dovrebbe vedere infatti protagonisti e non può ridursi ad  una meccanica applicazione di indicazioni calate dall’alto (Stato, Regione, Azienda Ospedaliera) solo per necessità di razionalizzazione di spesa.
Questo si deve tradurre in una modalità di presa in carico reale che, accompagnando i pazienti nel percorso di cura, li faccia sentire responsabili anche dell’uso dei beni a cui accedono (presidi esami diagnostici,  farmaci o altre tecniche teraputiche).  Se non percepiamo questo compito e  non vi investiamo  tempo energie e capacità, a breve la cultura della salute sarà sempre più determinata solo dai mezzi mediatici, con le distorsioni a cui oggi assistiamo;

● Vediamo inoltre in questi che sono i livelli elementari di assistenza, ampliarsi a dismisura il concetto di salute  perchè si ampliano  le “offerte “ di assistenza,introducendo supposti “nuovi bisogni di salute” .  Da alcuni anni la medicina, soprattutto quella tecnologica si è messa al servizio di esigenze che non rientrano propriamente nei bisogni di cura. Stiamo parlando della medicina potenziativa, di un certo tipo di medicina estetica, ma anche di procedure diagnostiche effettuate indiscriminatamente Sembra che nella medicina si stiano creando due vie, due percorsi : una la medicina dei sani ed un’altra quella dei malati. Introdurre nei  Lea la PMA è un esempio evidente di questo doppio binario

 

A cura di R. Latocca

 

1http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=111&area=Il_Ssn

 

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