RASSEGNA STAMPA
IL SOGGETTO E I PERCORSI DI CURA - Convegno di Medicina e Persona, in collaborazione con la Diocesi di Milano


Triuggio (MB), Villa Sacro Cuore
 16 – 18 ottobre 2014


Dopo i convegni "La speranza e la cura" (2008), "Il fattore umano" (2010) e "Un conoscere condiviso" (2012), rivolti agli operatori psicosociali e a chi a diverso titolo è coinvolto nel lavoro sanitario e assistenziale, un’occasione ulteriore di riflessione sui nessi tra sapere scientifico e umanistico, tra competenze umane e tecniche nelle professioni e nelle pratiche per la salute, è offerta dal legame tra soggetti e percorso di cura.

Perché prendere in considerazione una proposta come questa?
L’importanza attuale del tema deriva da una parte dal rilievo epidemiologico crescente dei disturbi psichici, che secondo l’OMS rappresentano in Lombardia il 22% del carico totale legato alle malattie e alla disabilità con picchi ancor più elevati nelle fasce d’età giovanili e con la depressione prima causa di carico nella popolazione (superiore anche al disturbo ischemico cardiaco e ai disturbi cerebro-vascolari). Dall’altra, tutta la medicina necessita di un approccio non-meccanicistico, come osservava Sinagra nella bella intervista di Magris (Corriere della Sera, 11.9.14): “spesso noi medici parliamo di relazionalità, empatia, ascolto, senza poi metterli in atto e creando invece un paternalismo che guarda al paziente dall’alto in basso, rendendolo mero oggetto delle decisioni cliniche oppure affidandolo astrattamente alla standardizzazione dei percorsi, agli algoritmi, perdendo di vista l’individuo concreto e il suo vissuto, sempre unico e irripetibile”.

Il Convegno prende le mosse dalle più recenti elaborazioni sui “percorsi di cura” nelle patologie mentali e sviluppa il tema del “soggetto”, che oggi rischia di essere considerato in termini progressivamente più riduttivi. Sono tematiche profondamente connesse, centrali nella problematica psico-sociale e nell’operare sanitario, sempre conteso tra rilievi oggettivi e componenti soggettive: la dinamica stessa della presa in carico del paziente si snoda sull’asse della relazione tra soggetti e si correla con la predisposizione di percorsi di cura definiti, non sempre adeguati all’irrompere di nuovi bisogni, che arrivano agli operatori sanitari spesso come emergenze e riguardano diverse condizioni di vita (giovani, sessualità, agiti violenti…).

Tanto attraverso le riflessioni di relatori di prestigio, attenti al desiderio e al dramma dell’uomo oggi, quanto nel confronto con esperienze impegnate nell’assistenza, cura e riabilitazione di adulti e minori nell’ambito della comunità, intendiamo contribuire a poter di nuovo fondare relazioni di cura, di aiuto, di prossimità, di accoglienza, e parlare dell’io - il soggetto -, un io in rapporto con l’altro e con la propria libertà, capace di mobilitare le risorse creative e terapeutiche - i percorsi di cura - necessarie alle persone.


A CURA DI Giorgio Cerati

 

Link all’Articolo di C. Magris “Medicina specchio della vita. Mette ogbni individuo davanti a limiti e possibilità” (Corriere della Sera – 11/09/2014)

(Versione stampabile in PDF)

Depliant del convegno in allegato

 

 


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