RASSEGNA STAMPA
LA NOSTRA VITA DOPO ELUANA


E’ difficile scrivere dopo tutto quello che abbiamo letto, ma soprattutto dopo quello che è accaduto. Dopo questa morte, questa fredda esecuzione per sentenza, secondo una violenza fisica inaspettata e così rapida, quasi una lotta contro il tempo a fare presto, presto, per evitare che qualcuno (in questo caso il livello politico giustamente interessato a lei, che ormai più nessuno poteva difendere) potesse cambiare una china che, finalmente, era quella desiderata da 17 anni. Si doveva fare in fretta, in fretta per favore, per non perdere il momento opportuno. Era giunto il momento di farla finita, ora o mai più.
Tutti, se siamo onesti, abbiamo percepito questa dimensione negli ultimi giorni di Eluana, anche quelli che lo negano.
Ora sì: Eluana è davvero morta.
Eliminata: lei non aveva più le qualità fisiche per poter stare tra noi. Eppure le suore di Lecco sono costernate (Deturpata? Era bella sette giorni fa, Avvenire, 11/02/09): una settimana fa stava bene, era bella. Era bella dell’amore che riceveva, perché è il sentirsi amati che fa vivere, rende belli. Così rapida, la sua morte, e probabilmente imprevista, inaspettata, anche a chi l’aveva ormai in potere (perché di questo si è trattato). A riprova che chi crede di poter determinare tutto in realtà non è padrone di nulla, nemmeno degli atti di morte che persegue ed esegue. C’è sempre un imprevisto. Eluana se ne è andata al di là di previsioni mediche o di protocolli e sola, lasciata sola. Questa rapidità è stata per tutti il segno più chiaro della verità nascosta nella realtà: non dolce morte, non amore o pietà per lei, “per le sue condizioni fisiche”, ma chiara esecuzione di morte.
Non possiamo fermarci a questa prima evidenza, perché c’è un’altra evidenza: la vita continua. Il giorno dopo negli ospedali, nel mio ospedale, c’era un silenzio mai percepito prima, una domanda di senso percepibile fisicamente. Chi è a contatto con il dolore e la malattia, l’imperfezione fisica, avverte vitale la domanda: che senso ha tutto questo? Perché è accaduto, che ne sarà di noi? E che senso ha la malattia, il nostro lavoro ha ancora un senso, una utilità? Lo sguardo successivo è la necessità del ridestarsi di un rapporto, di una fiducia che è conquista di tutti i giorni, di noi uomini che curiamo l’altro uomo condividendone angosce e gioie. La nostra professione è utile all’uomo, alla sua vita, se è partecipe del comune destino e se è veicolo del senso della vita oltre che cura della malattia, cioè se dà speranza. Vicinanza ai nostri malati, lavoro come bene che vorremmo per loro e che non è tutto nelle nostre mani. Richiesta fino al livello istituzionale che si crei una cultura della solidarietà che condivida il bisogno invece che sopprimere chi di questo bisogno è l’espressione. Questo è il nostro lavoro; questo il nostro compito cui non vogliamo rinunciare.
Grazie Eluana, perché il tuo sacrificio ci aiuta a lavorare così, più coscienti, più determinati da ciò che è il Bene: se manterremo aperta la ferita che in tutti noi ha destato la tua morte.
Editoriale a cura di C. Isimbaldi
                                                                                             
                                                                                                                  La Redazione

(Versione in pdf per stampa)


ELUANA

Nella tragedia di Elu il senso della vita - (Il Giornale)
R. Colombo - 07/02/2009 In evidenza

L'eutanasia s'è insediata nel nostro sistema sanitario - (Avvenire)
F. D'Agostino - 07/02/2009

Quando il rispetto della forma è il nemico della vita - (Il Giornale)
V. Sgarbi - 08/02/2009 In evidenza

L'obiezione di coscienza del Cavaliere - (Il Riformista)
- 08/02/2009 In evidenza

C'è una vita in gioco, dobbiamo approvare immediatamente il ddl - (La Discussione)
N. Maranesi - 08/02/2009

Ci sono pochi rischi fino a giovedì. Int. a De Fanti - (Corriere della Sera)
- 09/02/2009

Con quale autorità. Int. a G. Cesana - (Tempi)
- 09/02/2009 In evidenza

L'appello del padre di Terri Schiavo - (Il Sussidiario)
- 09/02/2009

L'hanno uccisa - (Il Giornale)
M. Brambilla - 10/02/2009

Compagni di fine vita - (Il Foglio)
- 10/02/2009

Il pianto delle sue suore - (Il Giornale)
A. Savini - 10/02/2009 In evidenza

La religione della Costituzione - (La Stampa)
M. Pera - 11/02/2009 In evidenza

Il Senato corre spedito - (Il Foglio)
- 11/02/2009 In evidenza

Eluana, un addio blindato - (Corriere della Sera)
- 13/02/2009
TESTAMENTO BIOLOGICO/EUTANASIA

Non c'è un caso Marino. Un pasticcio sì - (Europa)
G. Geloni - 13/02/2009

Se Marino non piace al Pd si apre un caso di coscienza - (Europa)
F. Orlando - 13/02/2009

La libertà di Eluana non è la libertà dei medici - (Europa)
A. Gambino - 13/02/2009

Non dobbiamo temere il dogma ma il nichilismo morale - (Europa)
R. De Monticelli - 13/02/2009

Bioetica: da Marino alla Bianchi. Giallo in casa Pd - (Corriere della Sera)
M.A. Calabrò - 13/02/2009 In evidenza

Anche nell'islam si fa strada, tra mille voci, il biotestamento - (Il Foglio)
D. Zuncheddu - 13/02/2009

Quel testamento del Cardinale Lehmann - (La Repubblica)
C. Augias - 13/02/2009
BIOPOLITICA
ABORTO