RASSEGNA STAMPA
L'INTENSIFICAZIONE DEL LAVORO PROFESSIONALE NELLE STRUTTURE DEL SSN: UNA QUESTIONE INEVITABILE


Recentemente l'ANAAO ha pubblicato i risultati di un survey lanciato on-line dall'ottobre 2014 al febbraio 2015 sulle problematiche connesse all'aumento dei carichi di lavoro tra i Medici operanti nel SSN. Sulla base del survey la progressiva riduzione del  finanziamento delle dotazioni organiche attraverso processi di riorganizzazioni, prepensionamenti e blocchi del turn-over ha portato ad un aumento dei carichi di lavoro con  effetti negativi sulla salute dei medici (peggioramento oggettivo delle performance cognitive, incremento del rischio burn-out, ecc.). Il campione risulta essere rappresentativo dei medici operanti nel SSN con una concentrazione di dirigenti medici nella classe di età fra i 51-60aa (43%); i Medici con età > 50aa risultano essere lil 57,5%  del campione. Questo dato è in linea con il fatto che l'Italia è nel panorama europeo al primo posto per il numero di medici over 50aa con un età media medici del SSN di 50,8aa circa 11aa in più dell'età media dei medici del Regno Unito (39,8aa). Per il 73,6% dei responders da almeno 2 anni non viene assunto alcun medico nelle proprie Unità Operative, mentre per quasi la metà del campione (48%) da almeno 5 anni. Ciò si verifica prevalentemente (48,8%) nelle Regioni sottoposte negli ultimi anni a piani di rientro. In queste Regioni si sono avuti tagli negli organici fino al 15%, sfruttando pensionamenti, spesso non compensando la contrazione dei contratti indeterminati nemmeno con contratti a tempo determinato.
Per quanto riguarda i turni di lavoro notturno, il 33,3% degli intervistati effettua 1-3 turni notturni/mese, il 25,5% da 4 a 6 turni, il 10,8% tra 6 e 7 ed il 5% più di 6 turni notturni/mese. Sommando i turni di guardia notturni con i turni di guardia diurna (domenica e festivi) più di un terzo degli intervistati (39,2%) effettua tra 7 e 16 turni di guardia mensili. Specchio del disagio dei professionisti medici è anche l'alterata qualità del riposo notturno: il 40% dei responders riferisce di avere disturbi del sonno; di questi quasi il 12,2% assume  regolarmente ipnoinducenti, il 34,2% presenta una sindrome della fase del sonno ritardata, il 32,7% riferisce insonnia, il 9,4% la presenza di OSAS (sindrome da apnee ostruttive del sonno). Solo il 22,5% dei responders reputa la propria attività come “serena e stimolante” e ritiene che l'attività lavorativa non influenzi la vita privata. La maggioranza degli intervistati (77,5%) ritiene quindi che la propria vita privata sia negativamente condizionata dall'attività lavorativa ed addirittura il 22% non riesce ad avere una vita personale soddisfacente. Questa percezione negativa interessa tutti i professionisti sanitari indipendentemente dal loro contratto nel SSN e quindi dall'età anagrafica. Dato estremamente preoccupante è comunque il forte disagio già presente anche nei neoassunti.

Qui ci limitiamo ad alcune considerazioni utili a comprendere l'attuale situazione e le prospettive a  breve-medio  termine:


• sicuramente è aumentata la pressione lavorativa ed il carico di orario rispetto agli standard precedenti con un'accelerazione negli ultimi anni dovuta ai noti problemi economici con riduzione del finanziamento delle dotazioni organiche.  In sintesi non si lavora di più di altri paesi europei avanzati,  ma si lavora di più di prima,  quando molti erano abituati a standard di lavoro ed ad orari  quasi di tipo impiegatizio;
• Questa situazione di blocco del turnover che durerà presumibilmente almeno 3-4 anni  coinvolge soprattutto i giovani medici. Essi dovranno adattarsi in fretta non solo alla pressione del lavoro, ma anche all'impatto con una organizzazione in rapido cambiamento ed ad elevata “instabilità” (a partire dal 2017-2018 per i successivi 10aa è previsto un ricambio di circa il 60% dell'organico medico del SSN);
• paghiamo  pesantemente un modello contrattuale garantista e statico: allo stato attuale non è possibile  valorizzare  il carico lavorativo sostenuto, la qualità del lavoro svolto e soprattutto il merito. Bisognerebbe avere il coraggio di cambiare il modello contrattuale, renderlo più flessibile, più competitivo in modo da permettere un inserimento più veloce nel SSN delle nuove leve di medici specialisti
• è necessario infine che proprio in questo frangente, i medici non si dividano o peggio non si “nascondano”, ma rafforzino quelle reti associative professionali che possano sostenere la fatica del lavoro e lo scopo per cui si lavora.

A cura di Raffaele Latocca

 


Articolo di riferimento - Survey ANAAO carichi di lavoro dei medici

 

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