RASSEGNA STAMPA
VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE E MASS MEDIA: INFORMARE CORRETTAMENTE È UN GESTO DI RESPONSABILITÀ


In questi giorni la notizia pubblicata dai mezzi di informazione del ritiro delle partite di vaccino antinfluenzale di due Aziende Farmaceutiche produttrici, mette a rischio l’efficacia della campagna vaccinale stagionale di quest’anno.
I vaccini della ditta olandese Crucell (Inflexal V) non sono stati oggetto di provvedimento cautelativo da parte delle nostre autorità sanitarie, ma sono stati  bloccati in fabbrica dalla stessa azienda e mai immessi sul mercato per esiti negativi di alcuni test.
Le dosi dei quattro vaccini Novartis (Fluad, Agrippal, Influpozzi Adiuvato ed Influpozzi subunità) sono state invece ritirate cautelativamente per anomalie rilevate che, come ha detto il Ministro, “riguardano la formazione di aggregati proteici in alcune fiale, con una percentuale del 3 per mille”. Non sono state segnalate reazioni avverse nella popolazione a questi  vaccini, ma si può ipotizzare che gli aggregati, segno di una agglutinazione dei normali componenti del vaccino, possano potenzialmente aumentare effetti minori nei soggetti vaccinati (lieve febbricola, reazioni locali in sede di inoculazione).
Pertanto su circa 12-14 milioni di dosi vaccinali necessarie per la campagna influenzale di quest’anno, risultano allo stato attuale non più disponibili circa 8 milioni di vaccini; il Ministero si è detto fiducioso di poter recuperare in breve tempo le dosi mancanti da tutte le altre aziende farmaceutiche che producono vaccini per il mercato italiano.
Qui in sintesi il dato di cronaca riportato dai mezzi di informazione, il cui effetto potenziale di dissuasione verso la popolazione a vaccinarsi è tutto da valutare; speriamo che il gossip mediatico montato in questi giorni, possa essere riportato alla sua giusta dimensione e non provocare  problemi superiori ai supposti danni prevenuti.

Alcune considerazioni sulla base dell’esperienza professionale e scientifica:
 Mettere in dubbio il ruolo delle vaccinazioni nella prevenzione delle malattie infettive e delle loro complicanze a volte letali è mettere in dubbio un intervento di salute pubblica il cui valore storico oltrechè scientifico è sotto gli occhi di tutti. Un esempio per tutti: l’efficacia della vaccinoprofilassi estensiva nella scomparsa del vaiolo che ha mietuto nel passato milioni di vittime (nel maggio 1980 l’OMS ha dichiarato il vaiolo eradicato);
 Il rapporto efficacia-tossicita’ delle vaccinazioni rimane straordinariamente positivo. I vaccini oggi in circolazione sono praticamente privi di effetti collaterali rilevanti. Le patologie da essi eventualmente causate sono vicine allo 0. A fronte di cio’, l’efficacia e’, nella maggior parte dei casi, molto elevata
 La vaccinazione antinfluenzale stagionale dei soggetti a rischio risulta essere strumento efficace di riduzione del rischio individuale di malattia, ospedalizzazione e morte e di riduzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità. Negli anziani e nei soggetti con condizioni di rischio che vivono in comunità, l’efficacia sul campo stimata della vaccinazione varia dal 23 al 75%1
 Si assiste, a fronte di un più facile accesso a fonti scientifiche (peraltro a volte di dubbia qualita’) e alle indicazioni delle istituzioni sanitarie, ad un decadimento della cultura e quindi dei comportamenti preventivi in tema di salute, compresa la profilassi delle malattie infettive. Da un lato vi sono evidenze scientifiche consolidate con rilievi clinici indiscutibili. Dall’altro, a volte, vi sono flussi non controllati di informazioni su effetti collaterali, il piu’ delle volte assolutamente marginali, se non del tutto privi di fondamento. Un esempio e’ proprio quello di questa problematica del vaccino anti-influenzale. Il problema “tecnico” di produzione del vaccino, oggetto della questione, e’ di per se’ privo, in quanto tale, di rilievo per la salute pubblica; l’intervento delle autorita’ e’ giusto ai fini di un principio di cautela, non essendo il prodotto in linea con le caratteristiche richieste. Cio’ pero’, quando amplificato al di fuori della cerchia degli esperti (all’interno del quale dovrebbe rimanere in questa fase, mancando del tutto i presupposti di allarme pubblico), provoca nella popolazione reazioni di resistenza e ultimamente di scetticismo verso interventi protettivi efficaci e privi di effetti collaterali di rilievo, quali i vaccini moderni;
 I mezzi di informazione devono decidere (e questo è un problema “deontologico”) se porre dubbi, attraverso una presentazione mediatica finalizzata apparentemente al solo principio di libera informazione, ma che di fatto rischia di smantellare evidenze riconosciute attraverso l’enfatizzazione di notizie che in realtà hanno un peso molto dimensionato. La notizia di questo ritiro del vaccino influenzale, giunta sulle prime pagine dei giornali, meriterebbe non piu’ di una generica informazione nelle pagine interne, essendo un problema tecnico il cui massimo rilievo puo’ essere quello di ridurre la disponibilita’ massiva di vaccini antiinfluenzali nelle prime fasi del periodo autunnale; la copertura sara’ comunque garantita, entro novembre, dall’aumento della produzione e messa a disposizione di vaccini anti-influenzali prodotti da altre ditte, oltre che da lotti certificati dei vaccini attualmente ritirati.
 L’auspicio e’ di assistere ad un’informazione non tanto di maggiore qualita’, quanto capace di presentare, in modo piu’ oggettivo e scientificamente sostenibile, pro e contro di un problema sanitario, cooperando, in tal modo ad una reale educazione a preservare la salute pubblica e di ciascun singolo individuo. E’ un problema serio, non da gossip: le conseguenze di una sbagliata misura della comunicazione in tema di sanita’ sono sostanziali, proprio perche’ i “mass media” hanno di fatto (giusto o sbagliato che sia) un ruolo di “guru” dell’informazione.
 La politica sanitaria e’ fatta in primis dall’adeguata percezione, da parte del cittadino, della qualita’ e rilevanza dei provvedimenti sanitari. Contribuire a ridurre la rilevanza del ruolo dei vaccini nella sanita’ pubblica rischia di riportare indietro l’orologio del tempo, e far perdere la memoria di quando le epidemie da agenti infettivi, totalmente incontrollate, mietevano milioni di morti. I vaccini hanno aiutato a cambiare la storia dell’umanita’. Il loro uso, nella maggior parte dei casi, rimane ancor oggi il sistema primario per garantire sanita’ pubblica a costi accessibili per le malattie infettive.


1 Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2012-13 – Ministero della salute (http://www.trovanorme.salute.gov.it/renderNormsanPdf.spring?parte=1&serie=&anno=0&codLeg=43909)

 

A cura di C.F. Perno, R. Latocca

                                                                                                                                      La Redazione

(versione in pdf per stampa)

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