RASSEGNA STAMPA
LAVORARE INSIEME: UNA SFIDA ANCORA POSSIBILE


La lite fra i due Medici Ginecologi nella sala parto del Policlinico di Messina  degenerata in rissa ha  avuto come esito - anche se la correlazione tra la lite e le lesioni è ancora da verificare - una donna  isterectomizzata  e un neonato colpito da due ischemie cerebrali con conseguenze imprevedibili per il suo futuro. Cinque medici sono indagati, due medici sono stati sospesi  in via cautelativa e per un terzo è stata avviata la risoluzione del contratto come assegnista. Il Ministro della salute Fazio, tuona contro l’attività intramoenia la cui scarsa “limpidità” potrebbe essere stato uno dei fattori contribuenti alla lite (il medico “privato” della signora  e quello di guardia).Pieter Brueghel (1525-1569), Paesaggio con la caduta di Icaro
Si è verificato un fatto increscioso, un fatto che non sarebbe dovuto accadere e che non ha  attenuanti sia dal punto umano che deontologico.
Il fatto come tale pone però anche una domanda drammatica: come mai due professionisti della salute che lavorano nello stesso reparto arrivano a tanto? Pur tenendo conto che oggi il contenzioso tra operatori della salute nei luoghi di lavoro è in aumento, non ci sono giustificazioni a riguardo. Dunque il “caso Messina” rappresenta la punta di un iceberg e laddove oggi il contenzioso non esplode in litigio il malessere tra operatori è sottaciuto,  e ciò preoccupa, soprattutto riguardo al livello di assistenza che in tali situazioni può essere  prestato. 
In un ospedale o reparto dove convivono diverse professionalità, di differente estrazione culturale (universitari e ospedalieri), di diversa maturità umana e professionale, è ancora possibile oggi un effettivo lavoro di équipe? E che beneficio umano e professionale ha il singolo nella crescita del gruppo? Se il tentativo non è quello di incrementare questa esperienza di crescita,  l’équipe di lavoro di fatto è  una accozzaglia di persone che convive per alcune ore e per alcune ore si tollera. Bisogna dunque affrontare sempre questo disagio per capire da dove viene.
Da una parte ciò che è accaduto evidenzia la necessità di soggetti autorevoli nella conduzione, che non abbiano paura di affrontare le difficoltà, capaci di valorizzare ma anche correggere i collaboratori, di essere reale punto di riferimento clinico e organizzativo, non solo preoccupati di mantenere formalmente un precario equilibrio che nasconda sotto il tappeto la “polvere” che connatura la miseria umana e professionale; dall’altra c’entra sicuramente la concezione che ognuno ha del proprio lavoro, cioè il significato del lavoro per sé e il rispetto di ognuno mentre si lavora per il bene del malato. Il bene del malato è lo scopo: lo scopo mette insieme ed è possibile crescere solo se si ha percezione dello scopo. I due medici di  Messina litigavano entrambi “a causa” della paziente, non “per” la paziente. Nessuno dei due aveva presente cosa vuol dire il bene del paziente: se così fosse stato, questo sarebbe prevalso inesorabilmente sul litigio perché evidentemente la prima cosa da fare era assistere lei, nemmeno iniziando il litigio o chiudendolo subito, comunque rimandandolo a dopo. Essere determinati dal desiderio di bene del paziente. Ancora una volta un fatto ci richiama all’origine del nostro lavoro. Sempre la realtà ci richiama a questo. Ripetutamente, anche quando lo dimentichiamo.
Il giudizio espresso dal Ministro sull’intramoenia, subito ripreso dalla stampa, sembra preoccuparsi pure di questo, ma soluzioni meccaniche di tipo politico e/o legislativo da sole non rispondono alla  domanda di cui sopra. Preoccupante è invece il silenzio della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, che con la sua passività  avvalora il discredito della classe medica  e non aiuta nessuno di noi a ricordare l’origine della nostra professione. 
Quando si è sulla barca, e l’ospedale assomiglia ad una barca, bisogna remare insieme nello stesso verso avendo l’umiltà di seguire uno; questo uno è innanzitutto chi ha bisogno di noi. Solo per questo “uno che ha bisogno di noi” può anche aver senso il litigio, in tempi e luoghi appropriati.  Almeno su questo tutti si può e si deve convenire. Se si rema da un’altra parte (se si seguono interessi personali che diventano antagonisti e prioritari, se non si vuol guardare al paziente per affrontare un inevitabile sacrificio di sè)  la nave affonda ed  il destino è infame non solo per gli altri, ma anche per noi  stessi.
Editoriale a cura di R.Latocca, C. Isimbaldi
                                                                                                           La Redazione

(Versione in pdf per stampa)


LITE TRA MEDICI: LE REAZIONI DI FAZIO

Intramoenia, una legge che divide - (La Stampa)
R. Masci - 09/09/2010
CONSULTORI / OBIEZIONE DI COSCIENZA

Medico obiettore è nell'interesse del consultorio - (La Gazzetta del Mezzogiorno)
C. Casini - 08/09/2010 In evidenza
ABORTO / LEGGE 194 / RU 486

Invitata ad abortire? No, o forse sì. "Ma soltanto a parole" - (Avvenire)
A. Guerrieri - 04/09/2010

In Puglia 270 aborti ogni mille nascite - (La Gazzetta del Mezzogiorno)
- 07/09/2010

"La Puglia non ha più il tasso record di aborti" - (La Gazzetta del Mezzogiorno)
- 08/09/2010

Se la legge diventa spietata. Meritava una ricompensa per quella nascita - (Corriere Della Sera)
I. Bossi Fedrigotti - 10/09/2010

L'avvocato cieco dei bimbi cinesi mai nati - (Il Riformista)
L. Spinola - 10/09/2010
CELLULE STAMINALI / LEGGE 40

Il cordone conteso - (Corriere Della Sera)
C. Arcari - 05/09/2010

Dal topo all'uomo il passo è breve - (La Gazzetta del Mezzogiorno)
N. Fiori - 06/09/2010

Mamme-nonne. Solo egoismo che pagano i figli - (Il Gazzettino)
A. Grazziotin - 06/09/2010

De bello embrionale - (Il Foglio )
L. Manconi - 07/09/2010

La morale di Yamanaka - (Il Sole24Ore)
A. Massarenti - 07/09/2010

"Una scoperta destinata a cambiare la medicina" - (Avvenire)
V. Daloiso - 07/09/2010

Staminali. Il Balzan al padre delle cellule "etiche" - (Avvenire)
V. Daloiso - 07/09/2010 In evidenza

"La mia mamma nonna" - (La Repubblica)
C. Pasolini - 08/09/2010

La scienza che vince risparmia gli embrioni - (Avvenire)
A. Morresi - 08/09/2010

La disputa sul cordone ombelicale - (Corriere Della Sera)
E. Roccella - 09/09/2010 In evidenza
BIOPOLITICA / BIOETICA

Scienza e Umanesimo. Il traguardo di una ricomposizione necessaria - (La Civiltà Cattolica)
G.D. Mucci - 04/09/2010

Caso Englaro, ma questa è eutanasia - (La Vita Cattolica)
- 04/09/2010

La diocesi: "Caso Eluana, è stata eutanasia" - (Messaggero Veneto)
- 04/09/2010

L'immortalità? Non è un sogno - (Il Secolo XIX)
R. Parodi - 05/09/2010

Quanti errori nella ricerca del mondo perfetto - (Il Giornale)
S. Sari - 06/09/2010

Professionali sempre più in crisi - (Italia Oggi)
E. Micucci - 07/09/2010

La persona comincia dal concepimento - (Liberal)
C. Casini - 07/09/2010 In evidenza

Diritti umani, codice universale - (Avvenire)
Benedetto XVI al Consiglio d'Europa - 09/09/2010 In evidenza
ORGANIZZAZIONE SANITARIA / OSPEDALI / SPESE

"No ai test per l'università: medici assunti dagli ospedali" - (Il Giornale ed. Milano)
M. Sorbi - 04/09/2010

Una salutare competitività - (Il Sole24Ore)
G. Corbellini - 05/09/2010

I certificati on line paralizzano medici e ospedali - (Il Giornale ed. Milano)
M. Sorbi - 06/09/2010

Più facile la denuncia all'Inail - (Italia Oggi Sette)
D. Cirioli - 06/09/2010

Farmaci, allerta sui look alike - (Il Sole24Ore Sanità)
- 13/09/2010