Presentata la nuova bozza del codice deontologico dell'Infermiere


Il 12 febbraio u.s. è stata presentata a Roma la prima revisione del nuovo Codice deontologico dell’Infermiere con l’intento di avviare un dibattito e un confronto all’interno della nostra professione per arrivare alla stesura e approvazione definitive previste per i primi mesi del 2009 in occasione del prossimo Congresso Nazionale della Federazione Nazionale IPASVI.
Il Codice Deontologico di una professione esprime pubblicamente i valori e i comportamenti cui l’esercente la professione deve attenersi.
Possiamo dire che il Codice Deontologico costituisce una componente importante della relazione tra teoria e prassi, ovvero della giusta relazione tra conoscere ed agire, tipiche di una professione di servizio come quella dell’infermiere.
Nel nostro lavoro infatti, siamo continuamente sollecitati a domandarci se quello che facciamo, o che ci suggeriscono di fare, sia morale, cioè tenda a ciò che oggettivamente riconosciamo come bene.
Non si tratta, però, solo di identificare un bene da ricercare e affermare ma occorre rispettare anche la libertà dei soggetti implicati (nel nostro caso l’infermiere e la persona assistita), serve cioè dare anche la giusta forma alla libertà umana in tutte le sue possibili espressioni.
La norma, in questo caso il Codice Deontologico, deve individuare anche i criteri di giustizia che rendono possibile l’espressione libera di ciascuno nel rispetto del bene riconosciuto e in ossequio alla dignità umana e dei diritti dell’uomo.
In poche battute ho sintetizzato alcune delle difficoltà implicite nel dare una forma concreta ai “principi etici fondamentali” alla base di ciascun Codice deontologico¹ .
In ogni Codice Deontologico occorre trovare una “forma ragionevole” di espressione di questi principi identificando i comportamenti richiesti/consigliati agli aderenti quel gruppo professionale in funzione dello specifico scopo di quei professionisti.
In merito a questa “forma ragionevole” occorre domandarsi come sia possibile realizzarla.
Mi pare di poter affermare che tale espressione non può essere il frutto solo di una lotta di maggioranze aritmetiche ma occorre che si caratterizzi come un “processo di argomentazione sensibile della verità” che tenga conto di tutti i fattori in gioco.
Questo processo di argomentazione ha bisogno di almeno due elementi fondamentali tra loro interconnessi e complementari ma nello stesso tempo inscindibili:
a) chiarezza circa lo specifico scopo della professione, cioè sul senso e sul valore che viene attributo alla funzione infermieristica;
b) una capacità di affermare la verità oltre i propri interessi o il potere dominante, una apertura che rimanda continuamente al di là di ogni singola risposta. 
Senza questi presupposti qualsiasi revisione/rilettura del Codice deontologico rischia di essere parziale, frutto di interessi o di poteri che nulla hanno a che vedere con l’etica e la deontologia.

Buona lettura a tutti .

¹Ci si riferisce ai principi di beneficenza/non maleficenza, principio di giustizia e principio di autonomia

Il Codice deontologico dell'infermiere - documento IPASVI - 12 febbraio 2008