Relazione di Vinicio Lombardi dopo la "Vacanza di Medicina&Persona al Sud"


                                “Come è bello il mondo e com’è grande Dio

La vacanza-weekend che abbiamo vissuto a Tropea dal 16 al 18 settembre scorso, a partire da una richiesta dei nostri amici calabresi di scendere da loro, è stata una vera sorpresa per tutti coloro che vi hanno partecipato.
Il titolo provocatorio che avevamo dato :“Quel tuffo in più…. Vacanza di Medicina e Persona al Sud”, aveva in se qualcosa di misterioso che chiedeva di esserci per riuscire a coglierlo. Infatti è stato uno stupore non solo il fatto che una settantina di persone del sud, ma anche di Milano a vacanze terminate decidessero di trascorrere alcuni giorni a Tropea al mare, ma in particolare tutto quello che là è accaduto.
Da un gruppetto di ragazzi di 15-16 anni che hanno presentato una mostra sui nuovi martiri dal titolo:”Il loro nome, la loro fede”, dando ragione del perché ci proponevano la testimonianza di Bhatty (il ministro pakistano per le minoranze, ucciso quest’anno) e degli altri martiri, e come li sentissero vicini riconoscendo proprio, il motivo che li aveva mossi. Persone care a Cristo e perciò care a noi.
All’assemblea con Fernanda Bastiani e Dino Beretta, in cui dopo la loro introduzione ciascuno liberamente ha potuto raccontare la propria esperienza confrontandola con quella degli altri, e nel corso della quale emergeva la necessità di una coscienza rinnovata del nostro compito dentro la realtà: vivere da uomini rispondendo al bisogno di altri uomini dentro il contesto in cui ci si trova. In particolare si sottolineava l’aspetto educativo del nostro esserci.
C’è stata poi la commovente testimonianza di Lorenzo Savignano su “Ciò che abbiamo di più caro”, l’ultimo testo di Don Luigi Giussani, nel corso della quale ha documentato cosa voleva dire avere caro il proprio lavoro, i figli, la propria famiglia, fino alla scoperta che io sono caro a Dio. Ed ha tratteggiato come sia possibile vivere il proprio lavoro non ricattati dall’esito perché certi che Cristo, nel tempo vince; vince anche quando le circostanze mandano la vita in frantumi perché Lui nei “cocci di una vita”, si inventa sempre  strade nuove e più belle che permettono alla vita, se pur ferita, di permanere in un’ultima possibile amorosità.
Nella sintesi finale si è detto di come nel momento di grave confusione che stiamo vivendo, sia decisivo per gli operatori sanitari avere un luogo in cui condividere un giudizio ed una prospettiva per il proprio lavoro. E veniva ripresa una immagine che Paolo VI nella nota intervista di Jean Guitton del 1986 proponeva:” scintille nella notte (…) un giorno capaci di creare un grande incendio”. In questo senso una realtà come Medicina e Persona può essere una grande opportunità. Così ci  si è richiamati a domandarsi sempre in ogni circostanza ciò che abbiamo di più caro, proprio per non restarne travolti.  Si sono indicate quindi alcune tracce di lavoro che saranno sviluppate nella IV Edizione degli Incontri Scientifici Moscatiani a Napoli (marzo-aprile 2012) a cui ci si è tutti rimandati. In ultimo il richiamo finale al si certo di Dino Beretta, per cui l’esperienza che facciamo se è vera deve essere giocata pubblicamente.
Un aspetto decisivo di questi giorni trascorsi insieme è stato il coinvolgimento di un gruppo di giovani specializzandi che hanno sostenuto la vacanza in tutti i suoi aspetti: dalla segreteria, ai momenti di festa, dal canto, al ballo. La vera novità che ha colpito tutti è stata la passione con cui questi giovani amici si sono coinvolti ed hanno accettato la sfida di queste giornate.
Le giornate trascorse insieme dentro una convivenza e condivisione sono state una vera ricreazione sia come riposo del cuore che come nuovo inizio. E’ stato possibile fare un passo in più, e diversi tuffi e bagni insieme. Il mare ed il tempo sono stati eccezionali ed il canto con le canzoni napoletane e non, hanno accompagnato tutti i gesti.
C’è stata anche l’occasione di ascoltare i canti di un nostro amico cantautore Angelo Cefaliello, con la prospettiva che ci ha spalancato prima di ripartire:”Com’è bello il mondo e come è grande Dio (…) fa che apra gli occhi, fa che apra il cuore”.

 

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