QUANTO L'ETICA NON E' BIOETICA


Etica e ricerca: un binomio la cui relazione sembra di questi tempi limitata al contesto bioetico, e adeguata solo se applicata alle tematiche inerenti il valore ed il significato dell’uomo, dalla ricerca sulle staminali alle problematiche di fine vita. Ma non è così. Lo dimostrano alcune recenti prese di posizione di illustri ricercatori italiani, che hanno declinato queste due stesse parole in contesti assai diversi: ne sono derivati alcuni interessanti documenti, in qualche modo complementari, che trattano il primo (in ordine cronologico) dell’etica della ricerca, il secondo dell’etica nella ricerca, il terzo dell’etica per la ricerca..
Il primo documento proviene dalla Federazione delle Società Medico-scientifiche Italiane (FISM) ed è dedicato, appunto, all’integrità della ricerca: per contrastare la preoccupante triade “fabbricazione, falsificazione e plagio dei dati “ la FISM propone un’altra triade, questa volta virtuosa: “responsabilità, trasparenza, correttezza”; ne fa derivare sei punti operativi che, riassumendo le responsabilità degli scienziati ed i valori che li dovrebbero guidare, costituiscono una sorta di codice collettivo da far condividere ai ricercatori ed alle 211 società scientifiche italiane che alla FISM aderiscono.

Il secondo documento è un articolo di Garattini e Bertelè, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri: dalle pagine di Lancet, gli autori esprimono il loro provocatorio punto di vista sui cosiddetti trial di non-inferiorità o di equivalenza, cioè su quegli studi clinici volti a documentare che un nuovo trattamento ha un’efficacia non inferiore o simile a quella del trattamento standard già in uso. Secondo i due ricercatori, questi trial, sebbene abitualmente accettati dalle autorità regolatorie, andrebbero invece banditi dalla comunità scientifica: non offrono alcun possibile beneficio aggiuntivo ai pazienti attuali o futuri e ne sacrificano anzi l’interesse a vantaggio di interessi puramente commerciali. “Una dimostrazione di non inferiorità – giungono ad affermare Garattini e Bertelè – lascia il prodotto in una sorta di limbo: il suo ruolo in terapia non è definito, ma il suo posto nel mercato è assicurato”. (Chi fosse interessato ad approfondire l’argomento troverà, sempre sulle pagine di Lancet, la serie di commenti che l’articolo ha generato e la controrisposta proveniente dal Mario Negri.)
Il terzo documento è una lettera aperta al Presidente della Repubblica, sottoscritta da quasi 100 nomi della ricerca e del mondo accademico italiano, finalizzata a promuovere un metodo nuovo che premi la qualità ed il rigore: in essa si auspica una modalità di distribuzione dei fondi pubblici destinati alla ricerca biomedica “secondo procedure di peer-review, ovvero in base a valutazione scientifica nel merito, regolamentata, anonima, competente, terza e indipendente”, così da evitare che nella decisione dei finanziamenti entrino “considerazioni di ordine extra-scientifico, quali pregiudizi ideologici, pressioni personali, contiguità, appartenenza e conflitti di interesse”.
Si tratta di tre proposte, dunque, di grande attualità e rilevanza, alle quali prestare, come professionisti, la massima attenzione. Con un paio di sottolineature, però. Che il rispetto della persona non venga “derubricato” a pregiudizio ideologico. E che il giustamente invocato senso di responsabilità e l’auspicato metodo premiante la qualità si stacchino da uno sfondo anonimo e impersonale di nuove, future regole e leggi per assumere sin d’ora i connotati propri, la fisionomia individuale di chi alla ricerca concorre: il cambiamento non può infatti che partire dai singoli, da ciascuno di noi professionisti direttamente o indirettamente coinvolti nella ricerca scientifica, anche se non firmatari dei documenti citati.

 


Documento sull’integrità della ricerca e codice FISM: http://www.fism.it/websites/fism/staging/home.nsf/wAll/IDCW-79CFD2


Garattini S and Bertelè V. Non-inferiority trials are unethical because they disregard patients’ interests. Lancet 2007; 370: 1875-77

Nunn AJ et al. The ethics of non-inferiority trials (letter) Lancet 2008; 371: 895
Gandijur A. The ethics of non-inferiority trials (letter) Lancet 2008; 371: 895
Soliman EZ. The ethics of non-inferiority trials (letter) Lancet 2008; 371: 895
Chuang-Stein C et al. The ethics of non-inferiority trials (letter) Lancet 2008; 371: 895-96
Menten J and Boelaert M. The ethics of non-inferiority trials (letter) Lancet 2008; 371: 896
Garattini S and Bertelè V. The ethics of non-inferiority trials (authors’ reply) Lancet 2008; 371: 896-97

Ricerca in Italia, un metodo nuovo che premi la qualità. Il Sole 24 Ore, venerdi 07/03/2008, pag. 1