SPECIALIZZANDO: PROTAGONISTA O NESSUNO



Nei primi mesi di quest’anno accademico sono state finalmente prese importanti decisioni a riguardo dell’organizzazione delle scuole di specializzazione e del ruolo dei medici specializzandi nel sistema sanitario nazionale. Nonostante cio’ la situazione dei giovani medici in formazione nel nostro paese rimane molto confusa, anche se questo non sembra interessare seriamente ad alcuna delle istituzioni coinvolte (universita’, ospedali, ministeri).


Abbiamo infatti visto che diverse questioni di primaria importanza (applicazione del nuovo contratto e adeguata retribuzione, quota contributiva previdenziale, differenza tra malattia e ferie) sono rimaste, in tutto o in parte, irrisolte.


Infine, e questo per noi rimane il problema fondamentale, i nuovi regolamenti non sembrano in grado di incidere sul vuoto formativo proprio della maggioranza delle scuole di specializzazione attive in Italia. Per diventare medico c’e’ bisogno infatti di maestri che ci aiutino a “mantenere desta la sensibilità per la verità” (Benedetto XVI), persone che si incontrano solo raramente nelle corsie dei nostri ospedali. La nostra formazione inoltre può avvenire solo attraverso una graduale ma effettiva responsabilizzazione, contemplata nel nuovo contratto, ma che in assenza di chiare disposizioni ministeriali sulla possibilità di attuazione rimane per lo più puramente teorica .


Sappiamo che spesso gli stessi medici specializzandi si adeguano o addirittura si approfittano di questa situazione, finendo per preoccuparsi essenzialmente di stipendio, ferie e poco piu’. Noi pero’ non vogliamo accontentarci e abbiamo a cuore la nostra personale formazione e piu’ in generale la situazione della formazione medica in Italia. Pertanto siamo disposti ad un confronto serio con chiunque abbia voglia di provare a ricostruire e riformare la situazione attuale.