VACANZE M&P 2008, St. Moritz 18-22 giugno


SEMPRE PIU' IN LA'   (L. Giussani in L'Io il Potere, Le Opere  Ed. Marietti  pag. 85; pag.57)

Il significato di un incontro come questo sta nel ridare coraggio alla nostra timidezza con l'esempio del coraggio altrui e con la grazia di qualche esito buono già in atto. Dalle parole dei nostri amici noi siamo riaccesi di speranza, e la nostra coscienza ha meno scuse per restare addormentata. 

[...] Noi viviamo e sentiamo i bisogni reali di tutti, il bisogno della salute e del corpo, il bisogno di essere rispettati e di vivere nella giustizia.  E ci accorgiamo che tutti, sindacati, intellettuali, partiti, prendono spunto dai nostri bisogni, tutti veri, per dire la grande menzogna.  Qual è questa menzogna? Non c'è solo il bisogno di prendere il salario, di avere la mutua, di far sentire la propria voce in fabbrica uno accanto all'altro, ma c'è la vita che è una, che ha dentro tutti questi bisogni e altri ancora.
Ciò che indica la vita nella sua concretezza, totalità e unità è la parola persona. Tutte le politiche, tutti i sindacalismi, tutte le ideologie prendono in considerazione solo l'uno o l'altro dei nostri bisogni, così ci riducono a segmenti, la nostra persona resta sempre nel disagio, non ci liberano, infine.  Insomma si sottolineano tante verità, ma tutte sono in funzione di una grande menzogna: lo schiacciamento della persona. La parola liberazione, al contrario, non può che riferirsi alla persona. La parola libero ha un solo oggetto, la persona. Non sono libere le tasche, o certe strutture di rapporti: o la persona è libera o è schiacciata, questo fenomeno complesso che nessuna politica ha interesse a tenere in considerazione. E neppure lo potrebbe, perchè le ideologie che governano questi partiti, queste azioni sindacali o questi movimenti politici non nascono mai da una esperienza umana completa, ma sono frutto di intellettualismi; non a caso i loro capi sono tutti degli intellettuali.    

[...] La concretezza della vita è data dalla parola persona, perchè è la persona che dà la globalità, l'insieme e l'unità di tutti i bisogni.  [...] Noi vogliamo la liberazione sul serio, non ci accontentiamo di rimediare qualcosa che lasci in fondo le cose come stanno. Ci accusano di astrattezza perchè non riescono neppure a sperare che la liberazione sia possibile. Così, non sperando nella liberazione, mettono tutta la loro passione, la loro rabbia, il loro furore di attività in determinati risultati che sono in sè parte di ciò che spetta all'uomo.  

[...] La prima opera non è data dalla capacità di creare nuove strutture operative, ma è quella che tu realizzi nell'ambiente di lavoro: una sensibilità ai bisogni comuni o singolari e l'uso della tua intelligenza e delle tue energie per poter aiutare la realtà dell'ambiente umano in cui sei. La prima opera è creare un movimento là dove sei. Soltanto se questa profondità e intensità di immaginazione creativa saranno risvegliate, potranno essere inventate nuove forme di lavoro. Ma questo può nascere solo da uno stupore, una devozione, un amore per ciò che l'uomo è.  
                                                                                                                                                La Redazione

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