NOTIZIA
COMUNICATO


C O M U N I C A T O      S T A M P A

Milano, 30 aprile 2009

CONTESTIAMO DECISAMENTE LE DISPOSIZIONI DEL DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA SANITARIA DELLE MARCHE  SULLA PILLOLA DEL GIORNO DOPO

Le disposizioni del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Unitaria Regionale delle Marche sanciscono per il medico l’obbligo di ottemperare tout court alla richiesta di ogni donna che richieda la “contraccezione d’emergenza” con la pillola del giorno dopo.

Servono alcune precisazioni:
1. La pillola del giorno dopo, Norlevo,  non è un farmaco "curativo": la gravidanza non è infatti una patologia; non rientra inoltre nella categoria dei farmaci “salvavita”, quindi la sua prescrivibilità è discrezionale da parte del medico, sia esso generalista che specialista ginecologo

2. Il punto cardine della nostra contestazione è la libertà da riconoscere alla persona del medico nell’esercizio della  professione. Ci sta a cuore la prassi della “buona medicina”: una deontologia che si rispetti non può obbligare un professionista alla prescrizione di un farmaco “non salvavita” in modo coercitivo. Sarebbe la fine del rapporto medico-paziente (in cui la responsabilità e libertà di prescrizione spetta solo al medico) e del rapporto del professionista con la struttura sanitaria in cui si trova ad operare (Codice Deontologico 2006, art. 3,4, 13,22,58,69)

3. Il  lavoro del medico non può essere ridotto a quello di mero esecutore delle volontà del paziente né al ruolo di colui che soddisfa ogni richiesta, sempre e comunque, a prescindere dalla sua coscienza personale e clinica (Codice Deontologico Art. 22)

4. In tal senso il Comitato Nazionale di Bioetica nella seduta del 28/05/04  aveva già riconosciuto al medico la possibilità di rifiutare tale prescrizione appellandosi alla clausola di coscienza, riconosciuta nello stesso Codice di Deontologia Medica come confermato dall’ultimo  Consiglio Nazionale FNOMCEO  del 25 ottobre 2008

5. Infine non essendo con certezza noto in letteratura il meccanismo d’azione del farmaco, per ogni medico che si rispetti diviene rilevante il “principio di precauzione” che oggi pare dimenticato perché dimenticata è la finalità della nostra professione: il bene del paziente

6. Questo punto, citato per ultimo, non è sicuramente il meno importante: chi fa medicina ha nel contempo una finalità educativa che è insita nella professione. Quale bene della salute fisica e affettiva della persona  promuoverebbe  una prescrizione indiscriminata di un farmaco facilitante atteggiamenti sessuali a rischio di trasmissione di altre patologie? Quale educatività riguardo all’uso del proprio corpo? 

                                                                                                       Medicina e Persona

(versione in pdf per stampa)

>> le disposizioni dell'ASUR Marche

>> Avvenire, 28/04/2009 "Obbligatorio prescrivere la pillola dle giorno dopo"