NOTIZIA
COMUNICATO


COMUNICATO  STAMPA


SULLA SENTENZA DEL TAR DEL LAZIO SUGLI STATI VEGETATIVI

 

 Il TAR del Lazio in risposta al ricorso del movimento difesa del cittadino contro l’ordinanza del Ministro Sacconi dello scorso anno che vietava la sospensione di idratazione e alimentazione ha emanato una sentenza che si presta ad ambigue interpretazioni. La sentenza resa nota in questo momento è evidentemente strumentale al dibattito parlamentare e politico sulla legge del testamento biologico. Ribadiamo la nostra contrarietà e la pericolosità di un atteggiamento che vuole definire per legge l’appropriatezza o meno di sostegni vitali quali alimentazione e idratazione.

1. Non possono essere né il legislatore né la magistratura a determinare l’appropriatezza di un atto medico che è rappresentata invece dall’interpretazione in scienza e coscienza del quadro clinico individuale di ciascun paziente. In questo senso il DDL Calabrò ha il pregio di avere compreso il cardine della professione medica e di aver lasciato fuori dalle DAT questi sostegni vitali

2. Il paziente in stato vegetativo è un paziente cronico, stabile, non terminale. Come tale necessita di assistenza a partire dal bisogno che manifesta. Qualora anche si ritenessero terapie alimentazione e idratazione, non per questo il medico sarebbe abilitato, in scienza e coscienza, a sospenderle.  A quale paziente cronico infatti il medico sospenderebbe terapie per il solo fatto della permanenza della malattia? Non assisterebbe più alcun paziente. Dunque idratazione e alimentazione sono atti di assistenza dovuti.

3. Non vogliamo che la nostra competenza e responsabilità venga sostituita dal livello legislativo ma continuare ad essere in prima persona co-autori della salute dei nostri pazienti. Favorire la solidarietà tra operatori della salute in una cultura per la vita con richieste anche istituzionali che facilitino l’assistenza a questi nostri malati.

                                                                                                         Medicina e Persona
Milano, 18 settembre 2009

(versione in pdf per stampa)