Assemblea Nazionale Medicina e Persona

Sabato 19 novembre, ore 15.00

Lavoriamo a contatto con persone che fanno un’esperienza drammatica del limite che la vita ha dentro, che sentono in modo intenso la questione umana, alla quale con la nostra presenza comunque diamo una risposta, facendo i conti anche con il nostro limite.  La professione di medici ed infermieri  è piena di fatti ed incontri, eppure sembra che lavorare per noi sia come per tutti , uno scotto da pagare, un’attività che spesso non soddisfa. 

Veniamo da anni duri, la pandemia (lo dicono tutti: politici, amministratori, medici) ha messo a nudo una difficoltà che è della persona, del sistema sanitario e della professione. Molti Colleghi non hanno retto, hanno abbandonato gli ospedali ed il territorio alla ricerca di un “mestiere più tranquillo” in una “confort- zone”, perché sembra che non valga più la pena proseguire in un contesto dove  nulla sembra  cambiare.

Ma da dove puo’ risorgere  una concezione autentica del lavoro?

È necessaria una risposta che renda accettabile la vita e la morte, la gioia e il dolore, la realtà insomma, così come ogni uomo ne fa esperienza.

Questa risposta è un cammino che non possiamo percorrere da soli, ma solo dentro una relazione.

Ma se è così, quale compito abbiamo?

Abbiamo chiesto ad alcuni Colleghi di raccontarci la loro esperienza.