

Nel reparto di Ginecologia e Ostetricia degli Ospedali Riuniti di Bergamo, nel corso della scorsa settimana, si sono verificate due nascite eccezionali. Il primo caso riguarda una donna di 41 anni in coma per emorragia cerebrale dalla 16° settimana di gestazione, la quale ha partorito con taglio cesareo, a 34 settimane, una bimba sana e vitale.
Nel secondo caso una mamma di 40 anni con tumore della placenta (mola vescicolare), diagnosticato alla 16° settimana di gravidanza, ha dato alla luce un maschietto di 1660 grammi che sta bene.
Si tratta di un caso di mola completa in presenza di un feto vivo e sano. Questa circostanza si verifica in una percentuale variabile compresa fra una ogni 22 mila e una ogni 100 mila gravidanze. Quando la diagnosi venne comunicata alla donna, durante il quarto mese di gravidanza, la mamma venne informata dei possibili rischi correlati a questa maternità: aborto, emorragie, parto prematuro, morte fetale in utero e rischio di gestosi ipertensiva.
In passato, frequentemente, queste gravidanze venivano interrotte al momento della diagnosi per i numerosi rischi a carico della donna e del nascituro. In questo caso la signora, sostenuta dal marito e dai ginecologi di Bergamo, è giunta alla 34° settimana e giovedì è nato con taglio cesareo un maschietto che gode buona salute.
I due casi testimoniano che la medicina non è una pura tecnica che offre servizi all’utenza per soddisfare qualsivoglia desiderio: facendo la cosa più difficile si è fatta la cosa giusta, seguendo tutte le regole della medicina.
Si comprende così che le ragioni della tecnica e le ragioni dell'etica sono indivisibili e quindi utili se rispettano lo stesso scopo: il bene della persona. In ambito ostetrico gli interessi in gioco da salvaguardare sono due: le ragioni della mamma e quelle del bambino. Agire secondo scienza e coscienza significa tenere vivi questi due interessi senza sottovalutarne alcuno. Quanto accaduto ai Riuniti di Bergamo è significativo di un modo di vivere e praticare l'arte medica. La medicina che accoglie integralmente la persona suggerisce alla scienza le vere ragioni del suo esistere.
Editoriale a cura di L. Frigerio
La Redazione Nel mio reparto due nascite miracolose. (L. Frigerio, Avvenire E' Vita, 10/06/2010)