

Le cellule staminali adulte sono ricavate da tessuti od organi di un soggetto già nato, quindi anche le cellule del cordone ombelicale fanno parte di questa categoria.
Il sangue del cordone ombelicale, detto anche “sangue placentare”, è il sangue che rimane nel cordone ombelicale e nella placenta al termine del parto. In passato esso veniva eliminato insieme alla placenta in quanto non era conosciuta la sua efficacia nella cura di alcune gravi malattie. Alla fine degli anni Settanta, alcuni ricercatori hanno scoperto che il sangue cordonale è ricco di cellule staminali emopoietiche, simili a quelle presenti nel midollo osseo. Tali cellule generano i globuli rossi (che trasportano l’ossigeno ai tessuti), i globuli bianchi (che combattono le infezioni) e le piastrine (che contribuiscono alla coagulazione del sangue).
La questione è diventata rilevante e giunta sulle cronache dei giornali da quando l’industria privata ha proposto di conservare a pagamento le cellule del cordone ombelicale del proprio bambino, perché esse possono essere ipoteticamente una fonte di cura in caso di malattia, tramite un trapianto di cellule autologhe (cioè dello stesso soggetto malato).
E’ sicuramente condivisibile la posizione del Prof. William Arcese, dell’Università di Tor Vergata di Roma, che è contrario al 'business' del trapianto autologo di cellule del cordone ombelicale. Infatti la probabilità per un soggetto di utilizzare le proprie cellule in caso di grave malattia è veramente piccola, mentre il danno da mancata disponibilità di staminali cordonali per le persone già malate sarebbe enorme.
Per capire meglio possiamo fare l’esempio delle donazioni di sangue che conosciamo bene per l’elevato numero di vite umane che salvano ogni giorno.
Se ogni donatore di sangue mettesse in freezer il prorio sangue per conservarlo in caso di incidente e non facesse più donazioni, i centri trasfusionali sarebbero sguarniti e non avrebbero più sangue da utilizzare nelle emergenze urgenze di tutto il mondo.
Lo stesso accadrebbe per il sangue del cordone ombelicale se la conservazione del cordone non fosse più a scopo di donazione ma solo ad uso privato.
Quindi sì all’utilizzo delle cellule staminali da sangue del cordone ombelicale, no alla conservazione privata che abolirebbe di fatto la possibilità del trapianto solidaristico. Naturalmente tale posizione fa eccezione nel caso di pazienti con gravi malattie familiari.
Presso la “Milano Cord Blood Bank” della Fondazione IRCCS “Cà Granda”, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, sono 8500 le donazioni in inventario per trapianto solidaristico raccolte fra il 1993 e il 2010. Di queste, 420 sono state distribuite per trapianto in tutto il mondo, con ottimi risultati. Inoltre la Biobanca comprende 23 programmi diversi con un totale di circa 50.000 campioni conservati per ricerca (+ 80.000 provette relative alle donazioni cord).
Editoriale a cura di D. Coviello
La Redazione
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